Giornalista robot
Eventi Tecnologia

Il primo giornalista robot trasmesso in onda: sembra umano

Autore:
Home » Tecnologia » Il primo giornalista robot trasmesso in onda: sembra umano

Seguici sulle pagine ufficiali:



Siamo ormai abituati a vivere in una realtà tecnologica come quella degli androidi e umanoidi, ma ogni giorno diventa più concreta e tangibile; una realtà che fino a poco tempo fa apparteneva solo alle case cinematografiche o ai libri fantasy.

A Pechino è stato presentato per la prima volta in assoluto, il primo giornalista robot che ha aperto la trasmissione del telegiornale Xinhua (l’agenzia di stampa statale cinese) in diretta televisiva.

Il suo debutto è stato molto lineare, formale e fortemente d’impatto, presentandosi a tutti gli ignari telespettatori in questo modo: “Salve a tutti, sono un conduttore news artificiale in lingua inglese”.

Il primo giornalista robot: la tv ora la conduce lui

Il giornalista virtuale in questione, sviluppato dal motore di ricerca cinese Sogou, non è altro che l’umanoide del telecronista Zhang Zhao (ne è stato impostato un altro per il collega Qiu Hao), realizzato con una fisionomia e similitudine così perfetta che non può non mettere i brividi.

Postura retta, vestiti perfettamente piegati, capigliatura ben disposta ed una presenza molto formale, il robot giornalista può lavorare h 24 senza contratto o compenso, senza mai chiedere una pausa, senza sudare in diretta o commettere alcun minimo errore dialettico.

Sicuramente ci troviamo in una nuova era per l’automazione robotica sul lavoro e che, a quanto pare, non vuole proprio risparmiare nessuno.

 

 

Xinhua afferma che il giornalista virtuale ha come scopo quello di aumentare l’efficenza della redazione diminuendone, per ovvi motivi, anche il costo.



Ti sta piacendo l'articolo e lo stai trovando interessante?

Spero di si! Ma prima di continuare con la lettura, se non l'hai già fatto, potresti sostenere il nostro lavoro lasciando un "Mi piace" sulla nostra pagina di Facebook 👍🏻 ? Mi faresti molto felice, grazie!



Inoltre, la testata giornalistica afferma che i gioralisti saranno sempre necessari per la stesura degli articoli e per la ricerca di notizie: ma ne siamo veramente sicuri?

Al posto loro mi preoccuperei e non poco!

Già da tempo infatti circola la notizia di un nuovo programma chiamato Wordsmith (prodotto dalla società Automated Insights), basato sull’intelligenza artificiale e capace di realizzare testi e articoli in completa autonomia.

Difficile pensare a come potremmo sentirci se venissimo sostituiti da un nostro alterego virtuale; in altre parole, licenziati dal proprio posto di lavoro per far spazio ad una perfetta copia robotica di se stessi.

Sui social media cinesi molti hanno definito questa prima apparizione come un qualcosa di “spaventoso” e che “mette i brividi a vederlo”; come non negarlo.

Per ora, per quanto l’anchorman virtuale possa riprodurre espressioni umane e muovere le labbra, molti lo ritengono essere ancora troppo “piatto” e apatico.

C’è da dire però che, ogni giorno che passa, il giornalista robot è in grado di apprendere informazioni e migliorare con la pratica anche la sua “naturalezza” grazie al deep learning.

Chissà com’è stato accolto dai suoi colleghi e membri della redazione!

 


Articoli correlati:

 


 



Condividi l'articolo su:



FACCI SAPERE COSA NE PENSI LASCIANDO UN COMMENTO IN FONDO ALLA PAGINA!


P.S.: Se l'articolo ti è piaciuto, ricordati di lasciare anche un Segui sulla nostra pagina di Instagram: per me rappresenta un feedback di apprezzamento molto importante! Grazie 😉



Il primo giornalista robot trasmesso in onda: sembra umano ultima modifica: 2018-11-12T07:00:26+00:00 da Federico

Articoli che ti potrebbero interessare:


Commenti (1)
  1. COSMO GANDI 4 settimane fa

    Fondamentalmente e parlo per esperienza, dato che sono giornalista con una carriera di più di 40 anni internazionali alle spalle, che ogni cosa che ci vendono per nuova, ha minimo 70 anni a 100anni, a volte anche molto di più, e questa cosi detta novità, la ha già pubblicata in medicina cyborg, Mary Shelley nel 1790. Se votare servirebbe a qualche cosa, ovvio che non ce lo lascerebbero fare. Dunque, questo non è il primo giornalista di intelligenza artificiale senziente e veggente, ma solamente il primo che lo dichiarano ufficialmente, per tutti coloro che conoscono la biorobotica di bioinformatica dei MANCHURIANI degli anni 50. Serve effettivamente per il dominio planetario Cinese, in questa terza guerra mondiale iniziata l’11 settembre 2001, che è assolutamente invisibile, totalmente silenziosa ma al 100% cibernetica. E la Cina essendo una superpotenza che vuole ad ogni costo dominare la Russia e gli Usa, presenterà in ogni campo dell’economia mondiale, sempre più individui con anime artificiali, dato che la strategia planetaria dei poteri forti, sta lavorando per sostituire le vecchia razza bio umanoide, con le loro nuove creature. Non dimentichiamoci mai lo scopo, di questa tecno dittatura psicotronica, che è pura robofilia politica e bellica. DEFINIZIONE DI ROBOFILIA https://blog.libero.it/wp/hexadeus/2017/09/12/robofilia

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.