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Partita IVA: tutto quello che bisogna sapere

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No, il blog è sempre lo stesso, non ho cambiato genere di argomentazione e non sono diventato un commercialista! Credo però che l’argomento sulla partita IVA sia determinante anche per un designer, specialmente se freelancer o aspirante tale, perché è solo tramite ad essa che si possono regolarizzare a livello fiscale i propri guadagni lavorativi.

Risulta quindi intuibile come questo argomento sia di fondamentale importanza e come sia fondamentale possedere anche solamente un’infarinatura generale dell’argomento.

Terminata questa doverosa premessa, direi che possiamo anche iniziare!

Cos’è la Partita IVA?

Acronimo di Imposta sul Valore Aggiunto, non è altro che un insieme di numeri che servono ad identificare una persona fisica (il nostro caso) oppure una società.

Con la Partita IVA si intende effettuare una imposizione fiscale indiretta, in altre parole è un regime fiscale imposto a chi offre un bene o un servizio, si intendono cioè i lavoratori autonomi e gli imprenditori.

 

 

Chi è obbligato ad aprirla?

Possedere una Partita IVA è, come detto prima, obbligatorio a chiunque produca un bene o un servizio atto alla vendita; ne sono esenti però i soggetti che non superano un reddito annuale di 5’000 euro e chi lavora come dipendente.

Andando più nello specifico, è obbligato ad aprire una P.I. chiunque: vuole far divenire la propria attività un lavoro effettivo, chi lavora più di una volta all’anno col medesimo cliente, chi vuole pubblicizzare la propria attività, chi lavora allo stesso progetto o attività per più di 30 giorni e chi fattura più di 5’000 euro annui.



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Possedere una Partita IVA porta il grande vantaggio di poter scaricare i costi aziendali!

Come si apre?

Aprire una Partita IVA, oltre ad essere gratuito (se non per il costo delle tasse e dei propri contributi previdenziali), non è affatto un’operazione complicata e che richiede molto tempo. I passaggi sono semplici e sono questi che qua sotto elencherò:

  • Per iniziare, è necessario compilare il modello scaricabile online dal sito dell’Agenzia delle Entrate e consegnarlo entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Nel nostro caso scegliere quello AA9/12 (per scaricare il modello AA9/12 clicca qui).
  • Scegliere il codice ATECO dell’attività che si intende svolgere. I codici ATECO variano in base all’attività scelta ma cliccando qui potrai scegliere quello che fa al caso tuo.
  • Consegnare il modello compilato presso l’Agenzia delle Entrate: il modello può essere consegnato recandosi presso gli appositi uffici, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno oppure tramite invio per telematica scaricando l’apposito software dal sito ufficiale.
  • Recarsi infine presso l’INPS per aprire la propria posizione previdenziale.

Un’altra cosa molto impostante da sapere per aprire una P.I. è scegliere in quale regime fiscale iscriversi. Attualmente, i regimi fiscali proposti sono: forfettario o a contabilità ordinaria. La tipologia viene scelta in base all’attività in questione e in base alla scelta, i costi cambiano. Sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, sicuramente troverai tutte le ulteriori informazioni che cerchi.

Qual è la differenza tra regine forfettario e contabilità ordinaria?

Aprire una Partita IVA è una scelta molto importante ma bisogna prestare molta attenzione a quale tipologia di regime fiscale adottare.

Ora elencheremo i pro e i contro di ogni regime, per rendere la decisione un po’ meno complicata!

Regime forfettario  

È sicuramente la scelta migliore per tutti i liberi professionisti che si affacciano per la prima volta al mondo del lavoro; permette infatti di ottenere molteplici benefici a livello di tassazione ma non bisogna superare i 30’000 euro di fatturato annuale.

I principali vantaggi sono:

  • Quando si emetterà una fattura non si sovrascriverà l’IVA ai propri compensi;
  • Ha la tassazione più bassa rispetto ad altri regimi (5% primi cinque anni, 15% dal sesto anno in poi);
  • Non è presente alcuna ritenuta d’acconto: si incassa il 100% della fattura;
  • Possiede una contabilità molto più semplificata, senza particolari adempimenti fiscali.

Naturalmente esistono dei requisiti minimi per far parte di questo regime, e i tre principali sono:

  • Di nuovo, non fatturare più di 30’000 euro annui;
  • Non aver percepito, da lavoro dipendente o assimilato, più di 30’000 euro neanche nell’anno precedente;
  • Non possedere dei costi per collaboratori o lavoratori dipendenti superiori a 5’000 annui;
  • I costi per beni strumentali, non devono superare i 20’000 euro nell’anno precedente.

Regime a contabilità ordinaria

Come abbiamo analizzato esistono molteplici vantaggi nel possedere un regime forfettario, ma se non si possiedono i giusti requisiti minimi, sarai obbligato ad iscriverti a quello ordinario. Tramite il regime a contabilità ordinaria potrai fatturare senza alcun limite ma avrai una tassazione IRPEF più elevata (la percentuale di tassazione procede a scaglioni in base al reddito annuale), e sarai soggetto all’IVA e alla ritenuta d’acconto, inoltre la contabilità non risulterà più semplificata.

Esistono altre soluzioni?

Una soluzione differente per essere in regola con il fisco senza aprire una Partita IVA, è quella di lavorare tramite prestazione occasionale.

Questo strumento è adatto a tutte quelle persone che intendono intraprendere un’attività lavorativa in modo occasionale e sporadico.

Ovviamente, lavorare sotto questa particolare disciplina porta con sé diversi vantaggi a livello di tassazione ma non si rivela uno strumento adatto per chi intende intraprendere una attività lavorativa professionale.

In ogni caso, se sei curioso di saperne di più, lascio il link (clicca qui) della pagina ufficiale dell’INPS in cui troverai maggiori informazioni su questo argomento.

Cos’è la dichiarazione dei redditi?

Che tu lavori con un regime forfettario, ordinario o a prestazione occasionale, da una cosa non puoi sottrarti…dalla dichiarazione dei redditi.

Infatti, al fine degli obblighi per i pagamenti delle tasse e dei propri contributi previdenziali, dovrai dichiarare i tuoi redditi tramite il modello UNICO.

Tramite questo, dichiarerai il tuo fatturato rispetto all’anno precedente, ed il termine della consegna è previsto il 30 settembre di ogni anno.

Effettuare questa tipologia di dichiarazione può rivelarsi un procedimento alquanto complicato ed è proprio per questo che è sempre consigliato rivolgersi ad un esperto di contabilità, al fine di evitare errori facilmente intaccabili.

Per un maggiore approfondimento, ti rimando al sito ufficiale dell’INPS cliccando qui.

Per concludere, possiamo affermare che aprire una Partita IVA si rivela una soluzione essenziale per chiunque voglia iniziare un’attività professionale e remunerativa.

In questo articolo ho cercato di riportare tutte le informazioni più importanti ed essenziali per dare un’idea del quadro generale ma, che si tratti di regime forfettario, ordinario o a prestazione occasionale, consiglio vivamente di affiancarsi sempre e comunque ad un commercialista!

 


 



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Partita IVA: tutto quello che bisogna sapere ultima modifica: 2018-01-15T07:55:06+00:00 da Federico

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