RGB e CMYK
Grafica & comunicazione

RGB e CMYK: differenza, utilizzi e quale scegliere

Autore:

Home » Grafica & comunicazione » RGB e CMYK: differenza, utilizzi e quale scegliere

Seguici sulle pagine ufficiali:



Quante volte vi è capitato di lavorare un’immagine col vostro computer e poi, una volta mandata in stampa, vi accorgevate che i colori e le loro tonalità non erano le stesse? Ed è proprio qui che entrano in gioco i due metodi di colore RGB e CMYK!

Per rispondere a questa domanda, andremo a vedere cosa sono questi due metodi di colore, quando e come utilizzarli, quali sono le loro caratteristiche e com’è possibile risolvere questo problema di stampa.

Cosa vuol dire RGB e CMYK?

Prima di iniziare, è doveroso spiegare che cosa siano e a cosa si riferiscano gli acronimi RGB e CMYK, chiamati anche rispettivamente tricromia e quadricromia.

Usati nella tipografia e nella grafica, sono due metodi di colore che rappresentano un’immagine: per mezzo dei differenti dosaggi, è infatti possibile ottenere ogni tipo di colore e le rispettive sfumature.

Normalmente, il metodo RGB è destinato alla visualizzazione dei colori sugli schermi, mentre il metodo CMYK è utilizzato nella stampa.

RGB – tricromia 

RGB è il metodo di colore creato attraverso l’uso dei tre canali Rosso, Verde e Blu.

Si tratta di un sistema denominato additivo, poiché tramite la somma in differenti percentuali di questi tre colori, si ottengono tutti gli altri: la somma dei loro valori dà come tonalità un risultato di grigio neutro.

La luminosità di ogni colore/canale, assegnata ad ogni pixel, viene indicata con valori che vanno da 0 (nero) a 255 (bianco): essi corrispondono all’intensità minima e massima.

Come già anticipato, questo metodo di colore viene utilizzato nella visualizzazione d’immagini su schermo.

 



Ti sta piacendo l'articolo e lo stai trovando interessante?

Spero di si! Ma prima di continuare con la lettura, se non l'hai già fatto, potresti sostenere il nostro lavoro lasciando un "Mi piace" sulla nostra pagina di Facebook 👍🏻 ? Mi faresti molto felice, grazie!



RGB

 

CMYK – quadricromia 

CMYK è invece il metodo di colore creato attraverso l’uso dei quattro canali Cyan, Magenta, Giallo e Nero.

Si tratta di un sistema denominato sottrattivo poiché, a differenza del RGB, il colore si ottiene dalle differenze della luminosità e non dalla loro somma.

Al contrario del metodo RGB, i valori tonali dei singoli colori, vengono espressi da una percentuale che va da 0% a 100%: il metodo CMYK è principalmente utilizzato per la stampa tipografica attraverso l’utilizzo di apposite lastre contenenti i quattro colori.

Ciò significa che ad una percentuale dello 0% corrisponderà il colore bianco – nessun inchiostro ma solo il colore della carta utilizzata – mentre il 100% corrisponderà al colore nero.

Il colore nero viene indicato con la lettera K per non confonderlo con la lettera B che indica il colore Blu. Inoltre, la somma del Cyan, Magenta e Giallo dà come risultato il colore Bistro (una particolare tonalità di marrone) a cui aggiungendo una percentuale di K (nero), si ottiene il vero e proprio colore nero.

Perché non utilizzare solo il K per ottenere il nero invece di legarlo con gli altri tre colori? Semplicemente perché il K da solo non dà come risultato un nero assoluto.

 

CMYK

 

Qual è la principale differenza tra RGB e CMYK?

Come è stato già detto, RGB e CMYK sono due motori di colore molto differenti ed utilizzati in ambiti altrettanto differenti. Sostanzialmente possiamo dire che che nel metodo CMYK, la gamma dei colori è decisamente minore rispetto a quella RGB.

Infatti, proprio per questo, se stiamo lavorando con immagini utilizzando la gamma colori RGB e poi stampiamo in CMYK (la conversione viene fatta automaticamente dalla stampante), possiamo notare come i colori ne risultano differenti e decisamente più spenti rispetto a quando visualizziamo la stessa immagine su monitor.

Questo è proprio causato dalla minor presenza della gamma dei colori presenti sul metodo CMYK, anche perché sono metodi che possiedono finalità differenti.

Proprio per questo, se si possiede la necessità di stampare con dei colori specifici o non presenti nella gamma CMYK, è necessario servirsi della palette dei colori Pantone.

Per stampare bisogna lavorare con CMYK?

Lavorare tramite l’utilizzo del metodo CMYK è assolutamente consigliato quando bisogna mandare in stampa un’immagine o delle immagini presso una tipografia. In questo modo siamo sicuri che il nostro lavoro sarà stampato esattamente con i colori che abbiamo scelto, senza dover inciampare in sconvenienti sorprese.

Però lavorare in CMYK non è sempre necessario: se la stampa che dobbiamo effettuare è eseguita da una stampante digitale o “casalinga” e non necessitiamo di un risultato professionale, possiamo tranquillamente usare il metodo RGB perché sarà la stampante ad effettuare la conversione.

Se invece i tuoi lavori sono destinati ad un utilizzo altamente professionale e devi essere totalmente certo che i colori che utilizzi sul pc siano gli stessi una volta stampati, oltre alla possibilità di utilizzare il metodo dei colori Pantone, possiamo lavorare tramite CMYK creando un profilo colore da attribuire ai software con cui stiamo interagendo (ad esempio Illustrator e Photoshop), specificando anche la tipologia di carta con cui si effettuerà la stampa: in questo modo i colori che vedremo sullo schermo saranno esattamente gli stessi utilizzati nella stampa.

Se lavorate con Illustrator, per mandare in tipografia un buon file di stampa salvato in PDF, ricordatevi sempre di controllare tre fondamentali punti: di aver lavorato in CMYK, che le immagini raster siano salvate ad una risoluzione di 300 dpi e di convertire il testo in curve (ovvero convertire in un oggetto disegno).

L’argomento dei metodi RGB e CMYK è molto complesso e spesso ci si può imbattere in diverse problematiche, specialmente quando si parla di stampa. Se per un progetto è richiesta una certa professionalità, è consigliabile parlare con il proprio tipografo per ottenere tutte le direttive e consigli utili per ottenere il massimo risultato!

 


 

Articoli correlati:

 


 



Condividi l'articolo su:



FACCI SAPERE COSA NE PENSI LASCIANDO UN COMMENTO IN FONDO ALLA PAGINA!


P.S. : Se l'articolo ti è piaciuto, ricordati di lasciare anche un Segui sulla nostra pagina di Instagram: per me rappresenta un feedback di apprezzamento molto importante! Grazie 😉





RGB e CMYK: differenza, utilizzi e quale scegliere ultima modifica: 2018-03-05T07:55:11+00:00 da Federico

Articoli che ti potrebbero interessare:


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.