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Autodesk e NASA: la nuova collaborazione che punta verso Marte

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Con le grandi compagnie in competizione per lanciare la prima missione umana su Marte, è inevitabile che l’essere umano occuperà quanto prima il pianeta rosso e lo renderà un nuovo ed effettivo spazio abitativo.

Ma, una volta che i primi pionieri avranno messo piede dove nessun è mai giunto prima, come faranno quest’ultimi ad edificare nuovi edifici in cui vivere?

Ed è proprio qui che, a quanto pare, è in fase di sviluppo una collaborazione tra due importanti colossi al fine di risolvere il problema.

Autodesk e NASA si sono associati per sviluppare tecniche di stampa 3D che potrebbero essere utilizzate in un futuro per stampare edifici dalla roccia e dalla polvere del pianeta marziano.

Autodesk e NASA: progetto, problematiche ed opportunità future

Uno dei problemi che ha riscontrato chi cerca di costruire nello spazio è che c’è un limite di peso sui materiali da costruzione, dato che lanciare qualsiasi cosa in orbita è incredibilmente costoso ed impegnativo. 

Per superare questi limiti, il team ha scelto di lavorare con la regolite, un materiale composito fatto di rocce e polvere frantumate.

La regolite è disponibile sulla Terra, ma anche sulla Luna e su altri corpi planetari; inoltre, per rendere il materiale più malleabile e stampabile, il team di sviluppo ha aggiunto plastica di scarto al composto.

 

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Il primo artefatto che Autodesk e NASA hanno stampato utilizzando questo approccio è una barriera Jersey – barriere modulari che tipicamente sono composte in cemento o plastica – che spesso si usano per separare le corsie del traffico vicino alle zone di costruzione stradale. 

Per resistere all’impatto dei possibili veicoli, le barriere Jersey devono essere resistenti e durature nel tempo, caratteristiche che sono auspicabili anche per le abitazioni umane.

Finora, il composito plastica / regolite ha dimostrato di essere forte e affidabile, oltre ad essere relativamente leggero.

Basandosi sulle specifiche della NASA, il team di Advanced Consulting di Autodesk ha progettato la barriera utilizzando software di modellazione 3D come Fusion 360 e PowerMill. 

Autodesk ha anche sviluppato il software per il controllo del robot industriale (progettato dalla NASA) per consentire la produzione in forma additiva delle strutture.

“La tecnologia di produzione additiva ha il potenziale per rivoluzionare il modo in cui realizziamo la costruzione anche qui sulla Terra”, ha osservato Massimiliano Moruzzi, membro del gruppo di ricerca scientifica computazionale di Autodesk. 

“Se riusciamo a riutilizzare l’inquinamento plastico e utilizzare risorse naturali prontamente disponibili per stampare roboticamente case su Marte, possiamo usare lo stesso approccio per costruire in modo sostenibile strade, marciapiedi e persino parchi giochi qui sulla terra”.

 

 


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Autodesk e NASA: la nuova collaborazione che punta verso Marte ultima modifica: 2018-08-20T08:00:23+00:00 da Federico

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